Teneva Strette Le Mani al Volante….e si guardava attorno cambiava traccia del cd molto spesso a volte troppo spesso…,al suo fianco quella ragazza,i suoi occhiali a cuore rossi, il suo vestito bianco e candido, le sue vecchie all star Rosse, il sole delle sei del pomeriggio,la illuminava sfrecciavano sull’asfalto senza nemmeno guardarsi, senza nemmeno coinvolgersi,la musica gli donava il ritmo loro si limitavano a seguirlo, loro si limitavano a seguirlo…….la notte non arrivava non osava venire fuori dall’orizzonte in quel pomeriggio estivo placido e Condito di chitarre distorte,
Si Scrutavano per pochi secondi piu o meno ogni 600 metri, piu o meno ogni 600 metri, lei canticchiava, il sole la baciava delicato come un’innamorato respinto la polvere che si sollevava e danzava con il vento, alla loro destra il mare…cartelli autostradali stanchi e spinti dal vento, una carcassa di un cane giallo,riversa sul selciato, una frenata brusca, la ragazza scende dall’auto, e si avvicina al cane ormai preda delle mosche, caccia delicatamente via i minuscoli animali, sposta una ciocca di capelli dietro l’orecchio e impone le mani sul volto del cane, che nel giro di pochi secondi si alza e scondinzolando va via verso il deserto…..in silenzio la ragazza ritorna sui suoi passi le sue scarpe rosse impolverate lasciavano delle impronte nella polvere, il ragazzo scriveva il suo diario, con una piuma,lunga bianca e Grigia.
Cercavano tra i rifiuti, Imparavano molto della gente, una volta avevano trovato un vecchio album, c’era una ragazza fotografata in pose allegre, e dietro di lei una piazza gremita di gente fino all’inverosimile, il ragazzo pensò che doveva essere una di quelle città d’arte dove tutti, fanno metodicamente la stessa azione, dove transitano un milione di persone al giorno e quel milione scatta la stessa identica foto di fronte allo stesso monumento, in posa davanti alla fotocamera a impressionare un attimo insignificante a fermare i passi di milioni di persone per un rituale strano e che il ragazzo e la ragazza non riuscivano a capire eppure, non riuscivano a togliere lo sguardo da quell’album e non riuscivano a spiegarsi il perché era finito li tra quei rifiuti dimenticati.
Non conoscevano la lingua di quel paese,la ragazza piegava la testa verso destra, quando non capiva qualcosa, come fanno i gatti, il ragazzo si grattava la nuca, l’alba nel deserto li aveva maltrattati, avevano passato la notte a scacciare i coyote, e a strappare libri interi per alimentare il fuoco, continuavano a non parlarsi… la notte scorreva e le nuvole facevano strani veloci movimenti.
Le mani del ragazzo sono sporche d’inchiostro, i suoi capelli impolverati e i suoi vestiti ancora di più tutto ha le gradazioni della sabbia del deserto, gli occhi dei coyote, brillano nella notte come luci accese e sparate all’improvviso….loro due non hanno paura, nemmeno si guardano, nemmeno si scrutano ma sono insieme e come se non potessero fare altro che stare insieme, legati a pochi metri di distanza uno guida e l’altra guarda il paesaggio, uno scrive e l’altra respira, uno dorme e l’altra sogna,l’automobile è coperta di polvere, parcheggiata di fianco alla carreggiata attraversata da una striscia Gialla, ogni tanto qualche camion muove l’aria e qualche cadillac con un tizio vestito da Elvis che fa un cenno di saluto..la ragazza con le All star fa un cenno ed un sorriso, il ragazzo non si guarda attorno ha gli occhi piantati sulla sabbia o sugli avvoltoi che girano nel cielo, blu di quella mattinata che ormai si era fatta strada, il fuoco era ormai spento…..e loro due senza nemmeno guardarsi risalirono in macchina,e proseguirono verso la città, una città che si stagliava in mezzo al deserto, una città impolverata e stanca, come un vecchio che non sa più dove andare e che si alza al mattino presto per dar da mangiare ai suoi Gatti.
La città è silente,sembra una città fantasma la ragazza guarda tutto attraverso i suoi occhiali a forma di cuore, il ragazzo guida con una mano mentre l’altra mano è tra le sue labbra si mordicchia un dito e il suo sguardo è pieno di paura e di profondo smarrimento, eppure guida, la striscia gialla non fa altro che la sua strada..e il suo lavoro…la polvere del deserto si fa meno invadente, il vento è girato adesso soffia da nord, la ragazza si alza in piedi e apre le braccia al vento, sorride spensierata, e reclina un po’ la testa all’indietro e sorride, e mentre lo fa mima il battito di ali con le sue braccia lunghe e bianche.
Lasciarono l’auto dentro un vicolo, che era buio e pieno di porte di legno inchiodate con delle pesanti assi, non c’erano animali, in quel vicolo,non c’erano panni stesi,ne voci, non c’era il rumore della Tv, ne della radio, i ragazzi proseguirono a piedi cercando qualcosa, qualche foto,qualche rosa secca,qualche traccia di vita, camminavano senza fare rumore sulle grosse pietre, tutto era avvolto nel silenzio e nel calore di quella mattina. Più camminavano più si rendevano conto che quella città era vuota, nessun gatto attraversava la strada,nessuna auto, niente di niente, solo silenzio, non facevano rumore ma immersi dentro a quel silenzio sembrava che i loro respiri fossero un elemento di disturbo, fossero fuori luogo, e fastidiosi come unghie sulla lavagna, si addentravano e saltavano da un vicolo all’altro, da porta inchiodata a porta inchiodata da piazze vuote a parchi completamente in balia della vegetazione camminavano a fianco, e i loro volti erano tesi e pallidi, i loro passi sempre più incerti, e nel cielo le nuvole correvano veloci e le ore passavano, e i ragazzi non smettevano di camminare….i due si erano persi, e il buio avanzava nessuno dei due sapeva tornare indietro, la ragazza cominciò a piangere silenziosamente appoggiata ad un muro di mattoni rossi teneva le mani giunte e appoggiate al ventre…le lacrime le rigavano il volto, il ragazzo non smetteva di mordersi il pollice sinistro in preda a un panico silenzioso e personale,nemmeno stavolta si guardarono. Rimasero stretti tra le proprie braccia mentre il buio si impadroniva di tutto e il silenzio si faceva più pesante e più sordo.
I rumori della notte facevano sobbalzare la ragazza, funzionavano solo pochissimi lampioni che emettevano una fioca luce gialla, nessuna insegna, nessuna vetrina, solo pochissimi lampioni e il battito delle ali dei pipistrelli, che volavano vicini alle loro testa, i ragazzi erano seduti vicini su una paio di grosse pietre,appoggiate vicino all’ingresso di una piazza circolare completamente vuota, con al centro due enormi fori.
Si alzarono e stavolta i loro passi si sentivano nitidamente nella notte, il ragazzo cercava di illuminare i loro passi con un’accendino a benzina,porse la mano alla ragazza che la raccolse, tremavano entrambi, dentro questo strano film muto, pieno di pipistrelli e lampioni gialli,e chissà dove era la macchina e chissà che fine avevano fatto le loro parole….
Dal buio usciva il suono di passi,stivali pesanti e con un suono quasi metallico,dei colpi di tosse, talmente forti da creare un’eco inquietante in tutta la piazza, i ragazzi al centro di essa vicino ai due fori, una figura imponente, cercava di venire fuori dal buio ma era come se il buio stesso la partorisse tra un colpo di tosse e l’altro.
Era un’uomo alto quasi due metri,con i capelli neri legati da una coda, il pizzetto anche esso nero e ben delineato, indossava un cappotto grigio,e dei pesanti stivali di cuoio,sorrideva e dalla sue labbra usciva lo scintillare di un dente d’oro,si liberò del tutto del buio, aveva un’occhio solo,color ghiaccio il ragazzo smise di mordicchiarsi il dito e si mise dritto ad affrontare l’uomo, la ragazza singhiozzò e si rannicchiò su se stessa e si sedette per terra, il ragazzo era piccolo e minuto in confronto all’uomo, cheaveva la palpebra sinistra cucita con del filo rosso, a pochi centimentri di distanza tossiva e sorrideva,aveva dei bottoni in mano,bottoni di tutte le misure e di tutte le forme,un’ultimo colpo di tosse e poi disse, “Benvenuti, siete i soli che vedo da più di cento anni, questa città è rimasta cosi, abbandonata per anni e io sono il suo custode, sono anni che non parlo con nessuno sono schiavo del silenzio ,il silenzio che riempie ogni vicolo di questa città mi dispiace che adesso uno di voi dovrà restare con me, perché è cosi che vuole la città è cosi che vuole il destino mi dispiace” e nel dire questo prese un coltello dalla tasca interna era una lama ondulata con un’impugnatura d’argento massiccio, il ragazzo si guardò attorno, ma solo le nuvole in cielo, erano testimoni di questo evento, il ragazzo spostò la ragazza, che si ferì alla tempia, cadendo pesantemente su se stessa e rompendo anche gli occhiali a forma di cuore, il ragazzo spinse l’uomo che non si mosse, sembrava un palazzo piantato a terra, con pesanti fondamente mentre il ragazzo sembrava una goccia di pioggia,destinata a scivolare via…l’uomo affondò il colpo, sul petto del ragazzo, che singhiozzò ma non pianse, che guardò fisso l’uomo negli occhi mentre il sangue nero le correva via dalla vene, l’uomo lo poso delicatamente a terra e disse” mi dispiace ragazzo ma è il volere della città io ubbidisco a queste pietre” la ragazza con il sangue che le scorreva sul viso prese tra le mani la testa del ragazzo e finalmente lo guardò avevano entrambi gli occhi marroni, il ragazzo non li aveva più pieni di paura, mentre la ragazza li aveva pieni di pianto, e il suo vestito bianco si macchiò di sangue, mentre in ginocchio accarezzava i capelli del ragazzo con le dita mangiucchiate, e i due che non si parlavano non si parlarono nemmeno stavolta, la ragazza rimase li a tenere la testa del ragazzo, piangendo, in mezzo al silenzio, tra il buio e i sassi, di quella città fantasma…
Eravamo in due…Io e Jack le armi in mano, il colpo in canna, l’aria sapeva di Piombo, eravamo asserragliati, in quella stanza, da ormai due giorni, era una stanza minuscola con le pareti Gialle, due finestre dalle quali entrava un sole pallidissimo, doveva essere l’alba, era estate, lo riconoscevo dall’odore.
La porta era di legno Solido ma non avrebbe retto ancora tanto. Mi guardavo attorno avevo i capelli bagnati dal sudore, le pareti erano tappezzate di poster, di vecchi Rocker, ormai quasi tutti morti.
Ci guardavamo in faccia e sembravamo Sundance e Butch quelli di quel vecchio Film.
Nel quartiere ci conoscevano tutti, la vecchia signora Smith ci dava da mangiare ogni tanto, Jack mi aveva Raccolto dalla fogna, mia madre mi aveva abbandonato li, si era dimenticata di me in un canale di scolo, poi morì di overdose in una camera d’albergo.
Di Jack non si sapeva tanto solo che era orfano e che mi aveva sempre difeso, era un grande Jack, alto quasi due metri scuro e con i dreadlock, sorrideva sempre, era la mia famiglia. Io sono il contrario di Jack, sono magro con i capelli biondi lunghi la gente mi chiede in continuazione se ho mangiato, avrò l’aria denutrita ed indifesa o qualcosa del genere, Ma Jack mi ha insegnato ad usare il coltello e a stare in silenzio e dire spesso di No.
Era una scena assurda da un minuto all’altro mi aspettavo che partisse la musica, gli attimi erano concitati, e avevamo finito tutto, il rum, il whisky, la coca, e anche L’eroina, a terra c’era un cucchiaino annerito, e una candela consumata, i resti della cena di quattro giorni fa, e abiti luridi, pozze di vomito, e il cadavere della povera Natalie.
E la chitarra elettrica poggiata sulla poltrona, era una bella chitarra, era bianca, pura, sembrava un angelo, ogni tanto la suonavo, ma non era più come prima, La chitarra era di mio padre,era vicino a me nel canale di scolo.
Ma chi cazzo ce lo ha fatto fare Eh ? Jack non potevamo vivere piu tranquilli, ? Jack mi rispose, secondo te abbiamo le facce da gente tranquilla eh Will ? Lui aveva una cicatrice che gli partiva dal sopracciglio sinistro giù fino alle labbra.
Gliela avevano fatta da bambino con una bottiglia. Perché mi aveva difeso dal bullo del quartiere il Vecchio Peter, poveraccio che fine che ha fatto, lo abbiamo sgozzato al suo sedicesimo compleanno, “Siamo gente Cattiva Will, questa è la verità abbiamo sempre ragionato con i coltelli, non siamo brava gente.”
Forse aveva Ragione se fossimo stata brava gente di certo non saremmo finiti a vivere qui, asserragliati come dei topi, con due revolver in mano manco fosse un film Western.
Jack era teso, La povera Natalie. Era bellissima sembrava scesa dal cielo, aveva un sorriso, Splendido e i capelli biondissimi, si è addormentata due giorni fa e non si è piu svegliata. Ci volevamo sposare, e scappare via, volevamo andare in Francia lontano da questa merda, in uno di quei paesini con le case di Pietra, dove tutti si salutano. E invece è finita cosi. Era un angelo, non meritava di finire cosi.
Jack tremava, mi alzai, e accesi l’amplificatore, lo regolai ad un volumo basso e poi presi la chitarra e Iniziai a suonare, era una melodia triste che nemmeno ricordo, Lui mi guardò un istante e poi sorrise.
Suonai dieci minuti buoni, il sole era meno pallido.
Ricordo che non ero stato sempre cattivo, Alle scuole medie mi ero innamorato, le donai un fiore ma lei mi rise in faccia, smisi di parlare, non parlai per un sacco di tempo e Jack era sempre li con me.
Non so se Lui è mai stato innamorato, sembra di no anzi scometterei di no a guardarlo.
Tre colpi alla porta, Aprite Polizia dice una voce,Io e Jack ci Guardiamo, non lo dice nessuno ma abbiamo una paura terribile, Jack si precipita a mettere un comò di legno davanti la porta, poi mi guarda e mi dice “Stai tranquillo Will” gli faccio un cenno con la testa, fa caldo, il sole entra sempre più prepotentemente, siamo gente cattiva, asciugandomi il sudore sussurro a Jack “ quasi a cercare di convincerci, non sarebbe bello riuscire a scappare,? Andare via, spiagge bianche belle ragazze andare in un posto dove non siamo feccia dove nessuno ci conosce eh Jack ?” senza guardarmi mi rispose “Will tutti i posti sono uguali diventeremo feccia in qualsiasi posto del mondo”,poi mi diede un colpetto in testa e mi sorrise, chissà perché gli stavo cosi a cuore lui che sembrava non averlo un cuore. I minuti non passavano mai,c’era uno strano silenzio ogni tanto si sentiva gracchiare una radio, ma poco altro, la Povera Natalie era riversa sul pavimento. E il silenzio stava diventando insopportabile,un colpo forte alla porta ci fece sussultare il cuore e la Pancia.
Jack era serio e madido di sudore, stringeva la pistola io tremavo come un foglia, lui mi vide tremare e mi disse “Ehi, non avere paura, sta solo cambiando tutto quanto stai tranquillo ok ?” Cambiare tutto quanto, eh si ! è il modo che non mi piace, un altro botto, stavano sfondando la porta…. Il ticchettio dell’orologio era l’unico rumore che sentivamo oltre i nostri respiri,un altro colpo,potevamo essere gente migliore, ma non l’abbiamo fatto,do uno sguardo fuori il sole non è pallido per niente, adesso brucia, altri due colpi ravvicinati, i cardini stavano per cedere, ci alzammo in piedi entrami fieri come non eravamo mai stati, non succederà nulla di grave cambierà tutto. Un altro colpò e noi sempre in piedi, non arretravamo di un passo, vedevamo i caschi della polizia, era finita, Jack mi abbracciò stretto come non aveva mai fatto prima, sentivo l’odore del suo sudore, mi prese la testa appoggio la sua fronte sulla mia e mi disse “Coraggio Piccolo..Coraggio” e non disse altro…poi la porta cadde aprirono il fuoco e tutto il resto non lo ricordo più.
To Kurt
Come è La Pioggia li dove sei tu ? Batte sulle finestre ? ci sono Finestre Li ?
Dove sei so dove sei per me,ma tu dove sei adesso, su cosa scrivi, come sono i cieli li dove ti trovi tu ? sono Grigi o Azzurri, sI cammina senza meta cercando di sentirsi migliori o si Cammina e basta dentro dei Boschi di Querce pieni di Gatti ?
La Tua Voce Graffia come Faceva Quaggiu perché Qui Ci manca la tua Voce ci manca Tanto, e mi Mancano le tue Parole, e Vorrei sempre averne di nuove sono come una Pianta che hai Lasciato a metà Vita senza saperlo, mi manca la tua dolcezza e mi mancano i tuoi occhi Veloci persi dentro La Telecamera dalla quale ti guardavo.
Non è il Momento della tua Commemorazione ma Ho deciso che era il Momento giusto per Scriverti, E ascoltare la tua voce da un nastro magnetico,mi da la forza per Poterti dire che mi manchi, che quando hai graffiato le tue parole su quel foglio e hai deciso di andare via di ripartire sulla tua Navicella Spaziale, hai lasciato un vuoto grosso dentro tutti noi,dentro tutti coloro che non hanno cambiato idea su di te, e di tutti coloro che parlano e non vengono ascoltati Insomma di quelli strani, come noi.
E le tue parole risuonano dentro la mia Testa e le tue urla, ed è tutto come se fosse Tremedamente reale, e mi piacerebbe sapere dove sei, su quale stella sei planato dolcemente dentro il tuo maglione Verde e la tua chitarra, dove sei finito ? Quanto sei Lontano da qui ?.
Sai Ci saresti servito, o perlomeno ti avremmo ascoltato,ci saremmo chiesti perché, e poi ci saremmo risposti che in fondo qualcuno come noi c’era e ci sapeva dire quello che volevamo sentire,abbiamo la forza di farci bruciare la pancia e abbiamo la forza di cadere ballando una tua canzone,abbiamo la forza di dire che ci Manchi perché sei volato via cosi dannatamente all’improvviso e non hai nemmeno finito le sigarette, e mi ricordo che dapprima sei stato un nome, e poi una canzone e poi un’altra e poi sei diventato un’Amico e sei diventato una foto sul mio muro e una scritta….e tante scritte…e sei diventato sussurri e Grida, e Parole d’amore,sei diventato Poesie e Pianti ….mentre la vita Scorreva e io cercavo di andarle dietro, a volte a fatica, ma sempre con te dentro la testa.
Di che sa la Pioggia dove sei adesso ? che Colore ha ? è Buona come qui ? ha lo stesso odore che ha qui ? l’asfalto profuma dopo la pioggia ? li dove sei tu ci sono i sussurri e le grida ?
E ti dedico tutte le mie Ossa rotte, e tutte le mie Parole spezzate, e tutte Le mie Sbronze, ti dedico il Mio Amore, e mi sarebbe piaciuto stringerti la mano, o guardarti negli occhi mi sarebbe piaciuto imparare da te, e Mi sarebbe Piaciuto anche Offrirti da Bere., ma non ci sono riuscito ho sbagliato i tempi e i luoghi, ma tu te ne fregherai, e ti godrai la pioggia dalla tua Finestra….mentre noi qua giù ti aspettiamo,si ti aspettiamo perché siamo cosi,ci va di aspettarti…Torna presto…E Goditi la Tua Pioggia.
Buona Continuazione…
Vorticosamente Noise…evitando gli stati d’animo,in fuga perenne dalla mia ombra,volando e planando di tetto in tetto di parola in parola, senza soluzione di continuità,bussando ad ogni porta…graffiando il legno spaccandomi le unghie.
Vorticosamente Noise… spezzando le linee del tempo, segmentando i punti di sospensione,anime salve sottovuoto,sottocellophan,anime lisce e pulite…anime lontane e beate….anime Dannate….un fondo d’inferno,una porta chiusa,una brusca interruzione, dedicato al Rock….
Respiro Profondo, Scendendo nel nonsense, Scendendo nel vortice sopra scale che non portano a nessun paradiso…solo illusioni in pacco da dodici….illusioni che sanno di frutta marcia, di Umori sbagliati di Travasi di Bile,di lacrime e sonno pesante.
Vorticosamente Noise..dentro una notte senza fine,Vorticosamente Noise, senza la tua presenza,assaporando la tua assenza….di goccia in goccia…di volta in volta…di bicchiere in bicchiere…..svuotandomi gli occhi….
Male Di Vene Intasate,Male di Vene Dimenticate,Dimenticandomi di Ricordare,Scrivere silenzioso, assorbire il suono della penna sul foglio Ne bianco ne Giallo, ne Profumato ne Maleodorante..illuminato d’eclissi….Foto Impresse…Foto Impresse….
Vorticosamente Noise….Dentro un’Incalzante Ritmo di Cuore…Sopra una lavagna….Ghiaia dimenticata Polvere Depositata…..
Vorticosamente Noise…..Vapore Acqueo…che Diventa Nuvole,che diventa Pioggia….Che diventa Fango che si attacca alle scarpe…
Male…di Ossa,Male di Cuore,Male di Silenzi…male di Croci Dimenticate….male di Croci metalliche….Male di Croci Appese…
Tatuaggi…..Sbiaditi…Ricordi….Lontani…..Fredda Elettricità……
Niente è Troppo Lontano…..Niente è Troppo Vicino…
Vorticoso Noise di un Cuore Distorto……
Risorgere, mi hai fatto risorgere
Senza giri di parole
Senza strappare Poster
Senza Urlarmi in faccia
Senza dirmi che sbagliavo
Mi hai fatto risorgere con un Bacio
Mi hai fatto Risorgere
Senza “se” ne “ma”
Un Canto Libero E Puro
Esplosa dentro i Miei Polsi
Risorto tra mille Luci Proiettate Nel Cielo Blu
Mi hai Dato le tue mani e io ti ho dato le mie
Ci siamo scambiati le Labbra e le lacrime
CI siamo scambiati le Melodie e ci siamo Tolti il sonno che non ci serviva
Dopo ore e Ore interminabili ore Passate su un letto Bianco
Mi hai Fatto Risorgere dalle mie Ceneri
Regalandomi uno Sguardo
Mi hai tolto i chiodi dalla Gola
Hai spento le Fiamme che mi Devastavano lo stomaco
E Da adesso in poi Procederemo Insieme…..Insieme……
Senza Giri di parole senza Fiocchi Che adornano inutili Doni
Come Lacrime pure che Profumano di Vetro
Come Fiori che Si rifiutano di Morire
Incatenati a noi stessi
E Tornerà Agosto con un soffio di Vita in più
E Sarà il Nostro Compleanno
Muovi le Mani
In Direzione Luna
Dritta Dentra i Tuoi Occhi lei Si Specchia
Accarezza il Vento
Senti la mia Pelle Riscaldarsi
Senti La mia Voce Chiamare il tuo Nome
Ascolta La Notte
Poggia le tue mani sulle mie
Dormi Dentro la Mia Pancia
Non Esitare
Prega Ogni respiro di Spezzarsi
Impigliati tra le Ragnatele di questa Vita
Ascolta le Mie Parole
In Volo Labile Su un Vento Immobile
Continuando A Dondolare Appesi ad una Ragnatela
Sentendo Più forti i Graffi della Passione
Ispida e Cattiva
Dolorosamente Nostalgica
Lacrime
Insegnami a Piangere
Stringimi Forte
Cosi Forte da Spezzarmi il Fiato
Cosi Impetuosa Da Scombinarmi il Sangue
Ostaggio di un tuo Abraccio
Scorrimi nelle Vene
Fai tuoi tutti i miei Sguardi
Portami dentro il Tuo Specchio
Mostrami Le tue Meraviglie
Fammi Bruciare Gli occhi
Ancora una volta
Fai l’amore con Me
Per tutta la Notte
Fino all’alba
L’alba più bella del Mondo
Inaspettata
Come un Fiore che Nasce da Dentro uno Specchio
Riempimi gli occhi di Lacrime
Il petto di Battiti
Riempimi l’anima di ogni tuo Profumo
Toglimi il Respiro
E non Restituirmelo mai piu….
Ho Stretto il Mondo nelle Mani
Tutto ciò Che Avevo
L’ho Preso Me lo Sono Passato tra le Dita
L’ho Riposto in Una Scatola Quadrata
Con Gli Altri Ricordi
Sono Andato a Interrogare la Notte
A Indicare La Luna
A Sentirmi Solo
Perso nel Blu
Ho Preso il Mondo che Mi Restava
Piccole Briciole e L’ho Messo su di un Foglio
Ho Preso le Immagini che Avevo nel Cuore
E le Ho Chiuse più in Fondo
Cosicchè Nessuno possa mai Rubarle
Ho Chiuso il Mio Mondo Dentro un Grosso Armadio
Ci ho messo Dentro due Parole
Ho Segnato il Passo
Ho Gridato Forte
E Forse Pianto Anche un Pò
Ho Pizzicato il Resto Battuto il Tempo che mi suggeriva il Cuore
Ho Respirato Il Blu
Ho Chiuso Tutto dentro una Mano
E Ho Girato Le Spalle Al Resto
Affannarti a Respirare
Quando il Senso Scompare tra le Pieghe
E C’è Poco da Capire
Meraviglie Nascoste sotto spesse coltri di Polvere
Candele tremolanti
Sotto i colpi di un Vento che scombina la vita
Irradiando Luce Pallida
Che fa Sembrare
E Nastri d’asfalto sotto di Me come Tappeti Rossi
Contando i Respiri uno alla volta
Come se fossero Preziosi
Inestimabili
Da Conservare in Mille scrigni
Sospiri di Luce
Niente più
Con il cuore che Sembra Rompersi
Conservando Ogni piccolo Granello di sabbia
Anotherday