From the Lights to the Pavement
From the Van to the Floor
From Backstage to the Doctor
From the Earth to the Morgue
Quando non trovi niente di meglio da fare che Urlare dentro una stanza di pochi metri per pochi metri e quei metri diventano sempre meno fino a stringersi tutti attorno a te…fino a che l’armadio non ti piomba addosso, urlare……fino a quando la gola non ti brucia, fino a quando la voce non ti esce più e diventa un Rantolo…e ti guardi allo specchio e non ti piace quello che ci Vedi
Fino a quando gli incubi che ti hanno amorevolmente nutrito come una Madre ,non scompaiono in una mattina di Agosto….e le gambe e le braccia ti si muovono da sole e il ghiaccio che le sigillava non si liquefà in un secondo un secondo che dura una vita...il sangue impazzito sale su fino alla testa….e niente altro ha più importanza solo la strada che ti separa da Lei……
E Il Viaggio non ti Sembra che uno stupido scherzo e Casa è dove stai per arrivare non il posto da dove sei Partito e tutto il resto è un contorno come la cornice di un quadro come un muro sotto un murales insignificante accessorio….Mentre il tempo scorre e si dilata sotto le tue caviglie…e a faccia in giu sul pavimento respiri la tua polvere e cerchi di capire come ci si vede da morti…….
A faccia in giù sul pavimento mentre non sai da dove ti esce la rabbia sai solo che deve uscire da qualche parte…..che non è sempre una Festa è fatta per divertirti che non sempre la pioggia è fastidiosa che non sempre l’alba vuol dire che è l’ora di alzarsi che non sempre….la notte è infinitamente Lunga…che non sempre il Buio fa paura..che il freddo ti rompe le ossa.
A faccia in giù perché non hai mai calcolato se stavi andando nella direzione giusta e spesso hai dovuto fare tutta la strada al contrario rivedendo tuo malgrado quei tanti te che hai seminato…per il mondo…e non ti resta che morderti le labbra e continuare fino a quel maledetto incrocio dove tutto ha preso una piega diversa e cercare di sistemare le cose..di risistemare le cose di ripartire…di cercare quegli occhi di quella Ragazza che non hai a cui scrivi lettere che sogni la notte ma senza volto….
E una notte di Agosto ormai lontana lontana il viso si delinea come se fosse disegnato da un pittore..un intreccio di linee prima confuso poi piano piano più chiaro….fino a formare finalmente un volto..fino a indossare tutte le tue parole perfettamente finalmente…finalmente…tutte su misura come un bel maglione a righe, come due occhi pieni di lacrime..come una vita ancora tutta da vivere.
E in tutto questo ti chiedi Che CAZZO DI FINE HA FATTO CARMEN SAN DIEGO.. ??? ma ti chiedi un sacco di cose che poi non hanno importanza…perché la percezione delle cose ti ha portato in alto a volteggiare sulla stratosfera non tre miseri metri sopra il cielo ma in altro dove il peso è assente….dove le luci sono Intermittenti..dove La terra non ha sapore..e il resto…non ha peso…solo La devastante..voglia…solo la terribile,Incredibile,Mostruosa…voglia di Quella Canzone..di quell’alba un'altra ancora…..e poi un'altra….
