Polvere

Parole che diventano Polvere, che diventano pioggia, che diventano anelli di fumo, che diventano ricordi, che diventano, fiori di carta..........
domenica, 29 marzo 2009

625 Parole

Mi fa paura il silenzio mi concentro sul battito del mio cuore….il gatto ha smesso di miagolare……non ne posso più dell’alba che ogni giorno mi viene a bussare vorrei che fosse sempre notte vorrei che non facesse cosi freddo…vorrei urlare fuori dalla finestra….vorrei radere al suolo tutti i palazzi…..urlare fino a farmi bruciare la gola…..vorrei riviste patinate che incendiano un falò…..vorrei roghi….In tuti i cazzo di angoli di questa cazzo di città vorrei rompere il grigiore dei palazzi anonimi e tristi vorrei che non esistessero le classi, vorrei castelli di carta dove servono, vorrei, esplodere….procedere fuori rotaia…..fuori pista discesa libera arrestarmi e liberarmi da solo senza spiegazioni.

Odio questa stanza vuota sembra che il nulla sia partorito di continuo proprio da questa stanza, vorrei una cena dove qualcuno con le mani lisce e pulite serva del cibo avariato a qualcuno con le mani altrettanto lisce….

Vorrei Rabbia sottovuoto, e toccare i tuoi capelli e guardarti negli occhi per tutta la notte e l’appendice della notte. vorrei profumare di fiori e camminare su una distesa di viole sbocciate, vorrei un sacco di cose che non avrò mai,vorrei che La “v” della mia tastiera funzionasse bene e non che debba schiacciarla una volta ancora, un’altra volta ancora.

E vorrei avere il coraggio di ubriacarmi bevendo solo acqua salata, e vorrei avere delle ultime volontà vorrei lamentarmi della mia vita, e vorrei avere l’ansia una volta nella vita,vorrei avere uno stato d’ansia ed esserne il capo indiscusso,vorrei dimenticarmi di esistere e parlarmi come se fossi uno sconosciuto, parlarmi del tempo, e della crisi che esiste a tratti, vorrei farmi i complimenti, e rompere le specchio, risparmiandomi l’elettroshock,tremare in continuazione, come se qualcuno mi scuotesse,bere il silenzio da una lattina di coca cola, e vorrei che i miei occhi siano lo specchio della mia anima, e che le mie dita una volta tanto mi ubbidissero.

Stelle e strisce e stelle che cadono per le troppe strisce il freddo glaciale di un cielo notturno illuminato a giorno,Piangere lacrime di Cristallo, e poesie capaci di intorpidire,terapie…..strategie…..strade desolate e lampioni fulminati, schegge di cielo sangue caldo che inonda la tana di qualche formica……Scintille…

Veleno, dolce e profumato i tuoi capelli che sono miele….e le tue mani che sono cioccolata….e la tua pelle che è essenza di gioia……

Quattro vene blu,quattro vene blu, dove tu scorri dove io scorro dove tutti fanno correre impulsi e sangue, sangue che seccherà senza parole,sangue che seccherà in silenzio, sinapsi interrotte quando il cervello ne avrà abbastanza e le stelle cadranno come se qualcuno da dietro spingesse via i chiodi che le reggono attaccate al tetto della nostra gigantesca camera…… e il cuore implode senza perchè, e gli occhi che sono intermittenti…..occhi che generano cascate di gioia o dolore, che mi trascinano…in piena marea sulle tue guance che ospita due fiumi in piena….

Contare tutti i tuoi nei e spendere una notte senza paura che finisca, vorrei una notte ciclica almeno una volta nella vita vorrei che i pensieri fluissero piano piano lentamente, goccia dopo goccia, vorrei che i pensieri mi lasciassero una scia o almeno una traccia vorrei ricordarmi tutti i miei sogni anche gli incubi… vorrei sapere tutte le cose che sa il mio cuscino.

E Vorrei svegliarmi  un giorno e sapere che la guerra non esiste e vorrei insegnare ai miei figli che siamo davvero tutti uguali, che nessuno al mondo muore di fame mentre qualcuno si lamenta del colore della sua macchina nuova, che la legge sia uguale per tutti vorrei svegliarmi un giorno e sapere che non sono un’idiota ma uno che è sempre andato nella direzione giusta anche se, è stata sempre quella opposta a tutti quanti, e che tutto questo non sia solo uno sfogo, o un’insieme disordinato di pensieri…..

 

 

postato da Anotherday alle ore 00:42 | Permalink | commenti (6) / commenti (6) (pop-up)
categoria: considerazioni, notte


mercoledì, 25 marzo 2009

RiSoRgErE

Risorgere, mi hai fatto risorgere

Senza giri di parole

Senza strappare Poster

Senza Urlarmi in faccia

Senza dirmi che sbagliavo

Mi hai fatto risorgere con un Bacio

Mi hai fatto Risorgere

Senza “se” ne “ma”

Un Canto Libero E Puro

Esplosa dentro i Miei Polsi

Risorto tra mille Luci Proiettate Nel Cielo Blu

Mi hai Dato le tue mani e io ti ho dato le mie

Ci siamo scambiati le Labbra e le lacrime

CI siamo scambiati le Melodie e ci siamo Tolti il sonno che non ci serviva

Dopo ore e Ore interminabili ore Passate su un letto Bianco

Mi hai Fatto Risorgere dalle mie Ceneri

Regalandomi uno Sguardo

Mi hai tolto i chiodi dalla Gola

Hai spento le Fiamme che mi Devastavano lo stomaco

E Da adesso in poi Procederemo Insieme…..Insieme……

Senza Giri di parole senza Fiocchi Che adornano inutili Doni

Come Lacrime pure che Profumano di Vetro

Come Fiori che Si rifiutano di Morire

Incatenati a noi stessi

E Tornerà Agosto con un soffio di Vita in più

E Sarà il Nostro Compleanno

 

 

postato da Anotherday alle ore 19:25 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
categoria: poesie, poesia


lunedì, 09 marzo 2009

Alone

 “Soltanto solo è l’unica ricchezza che ho, so stare solo, non ho bisogno di soldi ne di attesa, non voglio oggetti, sono troppo distratto per possedere qualcosa..e se fossi in Madagascar tutto sarebbe più semplice…non posseggo immagini fermate dalla mia macchina fotografica…Non mi guardo indietro perché non ho nulla da guardare..ho tanti no..milioni di porte chiuse e il resto chi se lo ricorda più, si perde tra mille congetture inutili e che fanno solo perdere tempo..L’altra notte ho scambiato un lampione per la luna, mi stupivo di come La luna riuscisse a brillare con tutta quella pioggia, sono rimasto immobile per un sacco di tempo prima di capire che in realtà era una lampadina…..sono  troppo distratto per vivere in questo tempo…a volte me lo fanno notare..e io ci resto un po’ male ma fa parte del gioco io non posso farci nulla se il ruolo più merdoso della commedia è toccato a me….Sono quello che ha sempre dovuto avere coraggio che ha dovuto masticare polvere e insetti, quello che si è fatto bruciare dal sole, che si è fatto male…che è nato storto, quello di cui tutti possono e devono lamentarsi quello solo all’angolo della stanza……mentre il mondo va tutto nella direzione  Opposta….”

Camminavo sotto una pioggia fitta l’altra notte indeciso se continuare a farmi male arracando sotto quella cascata di aghi o invece ripararmi sotto un balcone, e attendere che la pioggia cessase, avevo a pochi metri da me un gatto, non davamo granchè importanza l’uno all’altro..io camminavo un po’ barcollante vittima delle mie lacrime di vino che mi cacciavo in gola per contenere il mostro che mi nasceva dentro piano piano.e il resto della città sonnecchiava placida mentre la pioggia scendeva decisa e finissima…i miei stivali pieni d’acqua un paio di pipistrelli mi schizzavano a pochi metri dalla testa, non ho più nulla solo pensieri solo affannatissimi sordidi pensieri di morte e schizzi di sangue troppo lontani i colpi di revolver sono ricordi lontani e questa notte io non so proprio dove andare, non conosco nessun posto apparte casa mia la vecchia baracca che mia nonna mi aveva lasciato.

In questa bidonville che si dipana sotto un gigantesco cavalcavia, un onda anomala di cemento e ferro che tiene sotto scacco queste case di legno tutte uguali tutte distrutte con i loro piccoli giardini incolti e devastati… c’è una Ragazzache si esercita non mi stupisce d’altronde c’è anche un Balordo che cammina seguendo un gatto e che ogni tanto si butta nell’esofago un po’ di vino disorientato e sperso..quel balordo sono io la Ragazzainvece fa roteare delle clavette alle quali a dato fuoco…le fiamme e le scintille illuminano questo ghetto di disperati..domani farà caldo…o forse no..chi se ne frega..e giù vino…

La barba dovrei iniziare a rifarmela, dovrei cambiarmi la camicia…ma non ho voglia..non ho voglia di riasettare casa, ne di imbracciare la chitarra e riformare la band, non ho voglia di andare al cimitero a trovare i ragazzi…non ho voglia di guardarmi allo specchio ne di mangiare ho solo voglia di camminare e farmi trafiggere da questi spilli del vodoo che il cielo mi bestemmia sulla testa..ho solo voglia che la testa mi giri..cosi tanto da farmi cadere per terra e non farmi più trovare casa..il sibilo delle clavette infuocate mi fa battere il cuore, sono confuso ho la vista annebbiata, guardo in alto ho la sensazione si sanguinare dagli occhi..invece forse sto piangendo… ma con tutta questa pioggia mentre giro su me stesso..non ho la percezione esatta di quello che mi succede..

Sento solo il cuore, sento le vene gonfiarsi e niente altro attorno…la pioggia non mi lascia in pace l’ultimo sorso di vino..lo bevo in piedi accennando un brindisi all’ennesimo lampione che ho scambiato per la luna.

La strada verso casa..seguendo il marciapiede pieno di buche e segni di fiamme, scansando le cassette della posta..o i paletti di legno che le ospitavano..questo viale doveva essere perfetto prima di ospitare la feccia, prima di diventare la bidonville di questa città, prima di farsi sovrastare e violentare da questo gigantesco cavalcavia, prima di farsi oscuraree obliare da tutto quel progresso che qui non arriverà mai, qui non arriva nemmeno il camion dei gelati, qui a momenti non arriverà più nemmeno il tramonto a punirci con la sua assenza, qui ci accontentiamo di un lampione per un brindisi alla luna, il gatto procede parallelo a me non si avvicina ne si allontana è un bel gatto grigio, ha gli occhi di un azzurro bellissimo, mi ricorda qualcuno, ma non ricordo chi, sono al numero 76, dovrebbe essere casa mia.

La porta di legno dipinta di un verde pallido spingo la maniglia e sento che è casa mia, lo sento dalla puzza di chiuso e di alcool stantio, accendo la luce e mi volto il gatto è li che mi guarda, piega la testa verso destra poi si gira e se ne va..un qualche spirito lo ha incaricato di portarmi a casa, o forse no, non mi importa, sul divano la mia gibson si fa accarezzare dalla polvere ma non più da me, il buco e poi la cicatrice che la mia mano destra ha ospitato e ospita hanno fatto si che la musica non mi scorresse più nelle vene, ma un colpo di pistola ha fatto si che mi scappasse dalle dita definitvamente…..avrei preferito morire, avrei preferito l’altra mano…..

Mi siedo sul pavimento e rovistando tra le milioni di cose che ci sono scaraventate per terra, i miei occhi da ubriaco si posano su un vecchio carillon che mi aveva lasciato mia Nonna Eve, la ballerina magnetica gira su stessa muovendosi a scatti…..la melodia e dolce e incessante è tutta una seria di note acute, mi sa di casa, di ninna nanna, mi sa di estati passate al caldo di questo sole, quando ancora non c’era l’onda di cemento freddo,  non sapevo che odore avesse il sangue, ne tantomeno che la musica della mia gibson un giorno potesse cessare, è buffo ritornare indietro nel tempo sentirsi bambini con il fiato che puzza di vino e la pancia che brucia dannatamente sotto i colpi dei miei vizi e dei miei fallimenti, ho bagnato tutto il pavimento di lacrime e pioggia  sento i miei occhi sanguinare….o forse piangere..non mi ricordo più che sensazione si prova….sento indistantemente le clavette della Ragazza sibilare…non so più che odore ha il sangue tanto vale rinfrescarmi la memoria..mentre la porta si spalanca al mio passaggio mi rendo conto che la città gira di meno e che quello che sgorga incessante dai miei occhi non è sangue….odio averlo scoperto,odio il sibilo, odio la pioggia,odio quella ragazza , odio il fatto che il gatto se ne sia andato, odio sentirmi solo e odio me stesso.

Stringo il coltello,e mi avvicino a grandi passi la Ragazzaè di spalle i suoi jeans neri i suoi capelli biondi e il suo gilet di pelle nera sono completamente fradici di pioggia, mi sente arrivare lo vedo, si volta…ed è come guardarsi allo specchio per un lasso di tempo infinito, la ragazza ha il mio stesso volto, stessi lineamenti, un sorriso accennato.

Mentre le clavette ci cadono attorno e incendiano il prato capisco che è mia sorella quella che  mi pianta un coltello nella pancia che in un secondo smette di bruciarmi, e lei la Bambina bionda che un giorno giocava con me e il giorno dopo, non più, mentre tutto si fa sfocato dalle fiamme mentre la pioggia non riesce a smettere di cadere le fiamme ci avvolgono, mia sorella mi abbraccia e mentre lo fa anche io gli conficco il coltello nella pancia entrambi sorridiamo ci siamo ritrovati dopo anni…mentre il fuoco ci devasta…forse per una volta l’unica volta è come se non fossi  Solo…

postato da Anotherday alle ore 10:23 | Permalink | commenti (7) / commenti (7) (pop-up)
categoria: racconti


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Utente: Anotherday
Nome: Dannato Pirata Joker
Nessuno, sono solo parole su un fondo scuro, sono parole sulla sabbia, sono vento nella testa confusione arbitraria, sono un soffio al cuore di natura elettrica, sono l'uomo sbagliato nell'epoca sbagliata , ascolto la musica sbagliata, il Rock 'N' Roll in un epoca sbagliata, leggo i libri cattivi di autori cattivi, scrivo su ogni sorta di pezzo di carta, perchè ?? perchè ! io penso e finchè penso nessuno potrà uccidermi


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